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DENTRO AL CUORE ALL'IMPROVVISO

Protagonista: è la possibilità di una vita che si realizzi.
December 13

torno!

Presto di nuovo online...
September 22

MAI PIU COME PRIMA

 

E in un giorno credevo di averti perso e invece ti ho trovato.

Chissà cosa vedi da lì.

Non importa la caduta, ma sapere dove andare.

Non ho sofferto invano.

Sei o non sei come mi hai insegnato?

 

September 19

Fisichella e la Fallaci

Ecco parti del carteggio, fino a oggi rimasto segreto, tra mons. Fisichella, rettore dell'università Laterananese e Oriana Fallaci, nell'ultimo periodo della sua vita.

 

 

 



"Vorrei incontrare Ratzinger"


New York, giugno 2005 Monsignore,

Lei mi ha commosso. Naturalmente sapevo bene chi fosse il Rettore della Lateranense, il vescovo che ragiona al di là degli schemi e senza curarsi dei Politically Correct. Ma a leggere la Sua intervista al Corriere ho rischiato davvero la lacrimina. Io che non piango mai. E mi sono sentita meno sola come quando leggo uno scrittore che si chiama Joseph Ratzinger... Il guaio è che sono molto malata. Ormai l’Alieno mi divora perfino gli occhi. Medea e i suoi figli ho dovuto dettarlo come Milton che da cieco dettava, mi si perdoni il paragone, La Storia d’Inghilterra e Il Paradiso Perduto. E questo mi confina a New York... Prigioniera delle chemioterapie e delle radioterapie, non posso allontanarmi. Ci proverò lo stesso, prima o poi. Tanto più che vorrei parlarLe anche dell’importantissima cosa di cui suppongo sia al corrente... Vale a dire il mio desiderio d’incontrare, zitta zitta e lontano da occhi indiscreti, Sua Santità. Sa, è un desiderio che mi accompagna da quando incominciai a leggere i suoi libri. E che non cercai di esaudire subito perché lavoravo giorno e notte a La Forza della Ragione. Poi perché l’Alieno si scatenò e non stavo nemmeno in piedi. Dopo, perché stavo completando la Trilogia con L’intervista a me stessa e L’apocalisse. Infatti quando venne eletto Papa feci sì capriole di gioia ma nel medesimo tempo pensai: «Oddio. Ora non potrò più vederlo». E con un sospirone avvilito mi rassegnai... La ringrazio di nuovo. Ripetendo che mi piacerebbe conoscere anche Lei, La saluto caramente...



"Io i veli in testa non li porto neanche morta"

Era il 16 agosto, mancavano 11 giorni all’appuntamento con Benedetto XVI quando Oriana scriveva: Per quel sabato o lunedì m’è sorta una domanda angosciosa. Una preoccupazione che non mi aveva mai sfiorato il cervello. Oddio, oddio: non ci vorranno mica abiti da cerimonia?!? Io quelli non li ho. O non più, anche considerando i 38 chili che ormai ci sguazzano dentro. Io ho soltanto spartane giacche da uomo. È lecito imporle a un sovrano? A ciò si aggiunge l’incubo della testa coperta. Io i veli in testa non li porto. Neanche morta. Neanche per coprire i capelli lasciati dalla chemioterapia. Di copricapo acconci non ne posseggo né saprei dove trovarli. Se l’etichetta li impone, come si fa?!? Sembrano scemenze, invece non lo sono. In ventisei anni non mi sono ancora rimessa dal trauma che soffrii a Qom col chador. Quello che poi tolsi facendo infuriare l’ayatollah.

 

"Per quel momento non si è mai pronti"

New York, domenica 23 ottobre 2005

Rino, Marco ha chiamato. Me l’ha detto, e ne sono rimasta molto turbata. Oh, lo so che quel dolore miliardi di esseri umani lo hanno sofferto prima di te. Di noi. Lo so che a miliardi ne soffriranno dopo di te, di noi: che questa è la Legge della vita. Lo so che la tua certezza di rivederla ti aiuta ad accettare una realtà che io non accetto. E infine so che ti ci stavi preparando. (Ne parlammo due telefonate fa, ricordi? Non so perché ti chiesi di lei, e tu rispondesti: «Se l’avessi persa all’improvviso, non avrei resistito. Quindi meglio che se ne vada così, piano piano mi abitua all’idea»). Però so anche che quando il momento arriva, non si è pronti lo stesso. Io non lo ero, la notte in cui mia madre se ne andò. Nonostante tutta la morte che avevo visto alle guerre, tutti i giovani che mi erano morti accanto al fronte, nonostante Alekos che un anno prima era stato ammazzato mentre correvo ad Atene per cercar di salvarlo, non ero pronta. E sebbene fossi andata a vivere nella casa di campagna per starle vicino, sebbene mi fossi «abituata all’idea», ne soffrii in maniera lancinante. Unico conforto, il fatto che la sera precedente fossi riuscita a procurarle un prete... ... «Prete» aveva farfugliato con occhi imploranti verso mezzanotte. Così ero corsa subito fuori senza neanche infilarmi un cappotto. Era inverno e nevicava. Nel buio avevo raggiunto la chiesa del villaggio e chiamato un certo Don Gori che non voleva venire. «Domani, domani, ora-è-troppo-tardi-e-fa-freddo». A spintoni, parolacce, minacce, «se-non-mi-segue-seduta-stante-io-la-ammazzo», lo avevo costretto venire con la stola viola e il resto. E, a vederlo entrare, gli occhi imploranti s’erano illuminati d’una gioia insensata. Sublime e insensata. Oltretutto lei lo detestava perché per celebrare la messa nella nostra cappella del giardino esigeva ogni volta ventimila lire. E perché durante la Messa prendeva a calci York, il suo yorkshire-terrier, che si metteva ai piedi dell’altare. Poi, da un tipo simile assolta dai peccati che non aveva mai commesso, s’era appisolata con un sorriso felice e... Ho chiesto a Marco: «A che ora se n’è andata?». «Alle tre del mattino» ha risposto un po’ sorpreso dalla domanda. E ho avuto un brivido. Anche mia madre se ne andò alle tre del mattino. Non ho mai visto un ritratto della tua. Nel living-room vi sono soltanto fotografie di prelati. Ma la vedo in due immagini che en-passant me ne hai dato. La prima è quella d’una mamma alla quale un bambino di sette anni dice inesorabile «Io voglio diventare prete». La seconda è quella d’una signora che si inchina dinanzi al proprio figlio vestito da vescovo e gli bacia l’anello. Dunque la mano. Bè, al tuo dolore dico: non è vissuta invano quella mamma, quella signora. Perché ha messo al mondo te. E a costo di scandalizzarti, indignarti, spaventarti, (aiuto-aiuto, Graham-chiama-la-polizia-porta-l’acqua-santa-ché-bisogna-fare-un-esorcismo), questa volta ti abbraccio teneramente. Anzi con tutta l’anima.

Il mistero del Natale

24 dicembre 2005

Mons. Fisichella: Sto per andare dal Papa per la messa di mezzanotte. Oriana carissima, è Natale. Non uno qualunque, perché ogni Natale è per me un dono unico e irripetibile che mi ricorda il farsi uomo del Figlio di Dio. Ti invio una breve frase di San Gregorio il teologo, non poteva essere altrimenti, il quale dice: «Colui che è nasce, Colui che è incomprensibile viene compreso, Colui che arricchisce conosce la Povertà, Colui che è pienezza diviene vuoto». Questo mistero mi riguarda, pregherò il Signore per te, perché ti conceda di portare a compimento ogni desiderio di bene che è in te. Nell’attesa di risentirti ti auguro un buon Natale.

Dolore e anestetici

Oriana Fallaci gli risponde inviandogli una copia della Forza della ragione, poi gli dà una brutta notizia: L’Alieno si è esteso alla spina dorsale, si è piazzato nella vertebra dentro cui mi beccai la pallottola messicana e di lì ha invaso altre vertebre. Da gennaio soffro dolori spietati e vivo di anestetici.

Non riesco più a scriverti

2 maggio 2006 - Oriana Fallaci: Non ti scrivo da cent’anni. Ormai è diventata un’impresa straziante anche cambiare il nastro di questa macchina. Tutto fluttua dentro la nebbia e in più a stare seduta mi manca il respiro, soffoco, quasi ciò non bastasse ogni giorno succede qualcosa che mi ruba a me stessa e quando emergo dal nuovo trauma crollo sul letto come un bove al mattatoio. Lì ti scrivo, sì, ma col pensiero e basta.

Troppo poco tempo


Maggio 2006 - Oriana Fallaci: Sai, mi dispiace molto morire. Infatti me ne vado con molti dispiaceri, ma il dispiacere più grosso è averti trovato così tardi e aver passato così poco, troppo poco tempo con te. Non so nemmeno chi eri, com’eri. Di te so soltanto chi sei oggi, una persona nella quale mi riconosco completamente, sebbene io sia completamente diversa da te.

 

September 17

russe montagne

 

Si è vero, sono dispensatrice di buone parole, a volte ci metto il giusto tenore spirituale, a volte mi va anche bene, altre volte esagero proprio e allora mi ritrovo a dover ripensare a certe cose dette, o dette male, solo nella foga, di voler dire qualcosa di buono. E poi, il giorno dopo rieccola là, che si trova nel panico più totale, a urlare a una persona che apparentemente non conta nulla, a piangere per un cuore troppo vivo. È una montagna russa, anzi, sono tante, le montagne russe, su e giù, sempre a correre e scivolare, faticare, sudare, appianare, emozionarsi. Sempre così a mille all’ora, e vorresti che non finisse più perché quello che c’è dietro l’angolo, scendendo e risalendo, ne vale sempre e comunque la pena.

 

September 15

poeti contemporanei

 
 
Come può esserci salvezza senza libertà?
Pegùy
August 21

O PROTAGONISTI O NESSUNO

La ventinovesima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli intitolata O protagonisti o nessuno vuole riflettere sul concetto di persona. La parola protagonista, che è una accezione positiva del concetto di persona, è molto usata nella nostra società; per questo motivo dobbiamo tenere nella giusta considerazione il contesto storico in cui viviamo.

Se ci domandassimo infatti chi è il protagonista oggi, per la mentalità comune, dovremmo necessariamente rispondere che stiamo parlando di un soggetto il cui scopo principale nella vita è il successo. Senza di esso ci si ritrova privati di una identità precisa, o meglio di quella possibilità di essere riconosciuti che, in qualche modo, sembra dare l’illusione di ‘esserci’ per davvero. Si tratta in altre parole di una omologazione che obbliga a seguire in tutto e per tutto le direttive della moda dominante: senza essere socialmente riconoscibili, del resto, oggi giorno non si esiste. Ma che tipo di uomo è quello che insegue a tutti i costi ciò che lo fa distinguere dagli altri? È il divo, ovvero l’uomo che si erge a Dio. Quest’ uomo, nel tentativo di essere libero, vuole possedere la realtà in assoluta autonomia; si ritrova invece schiavo delle circostanze, delle cose e, ovviamente, della riuscita. Tagliato il rapporto con la realtà, prigioniero dell’esito, l’uomo rimane in una condizione di passività umana che lo costringe ad esprimersi in un triste e vuoto formalismo .Ma un uomo che conta solo sulle sue forze è destinato, prima o poi, a fallire. L’esito inevitabile di questo processo è lo scetticismo e il cinismo.

Che cosa invece è più forte della riuscita, meno effimero del successo? Afferma don Luigi Giussani: “protagonisti non vuole dire avere la genialità o la spiritualità di alcuni, ma avere il proprio volto, che è, in tutta la storia e l’eternità, unico e irripetibile”. Il vero protagonista è infatti l’uomo stupito che fa la scoperta commovente -che scaturisce sempre da un preciso incontro con la realtà- di avere un volto unico e irripetibile. Un uomo libero: libero perché, quasi per una sorta di paradosso, è consapevole di essere legato all’origine della vita stessa, a quel disegno misterioso da cui intuisce che ogni cosa dipende. Un uomo religioso: capace di rapportarsi con la realtà tutta e che, ammettendo la categoria della possibilità, è disponibile ad una possibile rivelazione. Un uomo irriducibile: che non può accontentarsi di nessuna riduzione ideologica, né biologica né storicistica. Un uomo che conosce perché ama: abbracciando le persone e le circostanze della vita, quelle felici e quelle dolorose, vuole giudicare tutto nella continua ricerca del significato ultimo per cui la realtà è fatta.
July 27

SALVATI DALLA SPERANZA

 
 
SPE SALVI
July 25

nessun dorma

 
 
 
Nessun dorma!... Nessun dorma!...
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle che tremano
d'amore e di speranza!
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà!
Ed il mio bacio scoglierà
il silenzio che ti fa mia!

Dilegua, o notte!  tramontate, stelle!
Tramontate, stelle!  All'alba vincerò!
Vincerò!  Vincerò!
July 19

Da Sidney

 
 
 
"Tutti noi, giovani e vecchi, abbiamo momenti nei quali la bontà innata della persona umana - percepibile forse nel gesto di un piccolo bambino o nella disponibilità di un adulto a perdonare - ci riempie di profonda gioia e gratitudine.E tuttavia tali momenti non durano a lungo. Perciò, ancora, riflettiamo.
 
 
E scopriamo che non soltanto l’ambiente naturale, ma anche quello sociale - l’habitat che ci creiamo noi stessi - ha le sue cicatrici; ferite che stanno ad indicare che qualcosa non è a posto. Anche qui nelle nostre vite personali e nelle nostre comunità possiamo incontrare ostilità a volte pericolose; un veleno che minaccia di corrodere ciò che è buono, riplasmare ciò che siamo e distorcere lo scopo per il quale siamo stati creati. Gli esempi abbondano, come voi ben sapete.

 

Vi è anche qualcosa di sinistro che sgorga dal fatto che libertà e tolleranza sono così spesso separate dalla verità. Questo è alimentato dall’idea, oggi ampiamente diffusa, che non vi sia una verità assoluta a guidare le nostre vite. Il relativismo, dando valore in pratica indiscriminatamente a tutto, ha reso l’“esperienza” importante più di tutto. In realtà, le esperienze, staccate da ogni considerazione di ciò che è buono o vero, possono condurre non ad una genuina libertà, bensì ad una confusione morale o intellettuale, ad un indebolimento dei principi, alla perdita dell’autostima e persino alla disperazione.

Cari amici, la vita non è governata dalla sorte, non è casuale. La vostra personale esistenza è stata voluta da Dio, benedetta da lui e ad essa è stato dato uno scopo (cfr Gn 1,28)! La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze, per quanto utili molti di tali eventi possano essere. È una ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità

 

Quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l’ordine naturale, lo scopo e il “bene” comincia a svanire. Ciò che ostentatamente è stato promosso come umana ingegnosità si è ben presto manifestato come follia, avidità e sfruttamento egoistico. E così ci siamo resi sempre più conto del bisogno di umiltà di fronte alla delicata complessità del mondo di Dio."

Benedetto   XVI

 

July 17

è...

 
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

UNA SPERANZA CHE VA CONTRO OGNI SPERANZA

Com’è possibile avere una concezione così assoluta della dignità della vita? “Occorre pensare che alcune condizioni, patologie o disabilità che comportano la totale dipendenza dagli altri o da alcuni strumenti sono perfettamente conciliabili con una vita dalla qualità buona. Occorre fare un passo indietro, e chiedersi quando la vita deve essere vissuta. La dignità della vita, infatti, ha a mio parere un carattere ontologico e non può dipendere da una ‘qualità’ misurata solo in termini utilitaristici. Non si può pensare che essere uomo, essere persona degna di vivere, possa diventare una sorta di patente a punti: se hai tutte le funzioni sei degno; se perdi le funzioni perdi la dignità. Finché un bel giorno ti viene tolta la patente, e altri possono decidere per te, avendo la presunzione di dire che quella vita non è degna di continuare. Non lo si può accettare (dott. Mario Melazzini)
 
 
" Noi tutti sappiamo che la caratteristica precipua della nostra libertà dipende nella imprevedibilità".
 
La rivoluzione cristiana è affermare che c'è qualcosa che sconfigge la morte, che da senso alla malattia, c'è una speranza che va contro ogni speranza. Eluana è da sedici anni che ci fa interrogare sul senso della vita e della morte. Perchè vogliamo spegnere il suo richiamo?
 
 
Questo è l’etica: discernere il bene dal male (aguzzando la vista) e sforzarsi di fare il bene (attraverso l’ineluttabilità del peccato). Non con la curiosità di Eva e l’autorizzazione biblica di Adamo, beninteso, ma secondo la ragione e la parola, secondo il Logos che per i cristiani è una incarnazione personale, un fatto. Non fare agli altri quanto non vuoi sia fatto a te: dunque, non assetare. Fa’ agli altri quanto vorresti fosse fatto a te: dunque, da’ da bere agli assetati.
 
 
July 13

mare nostrum -l'Unione per il Mediterraneo-

 
 
Per un giorno, Parigi è capitale d'Europa e del Mediterraneo. E passano da qui le speranze di pace in Medio Oriente, con prove di dialogo fra Siria e Libano e la prospettiva di colloqui diretti fra Damasco e Gerusalemme. Ieri pomeriggio, storica stretta di mano, alla presenza di Nicolas Sarkozy, fra il presidente siriano Assad e il presidente libanese Suleiman, che hanno annunciato l'apertura di ambasciate a Damasco e a Beirut. Un gesto che, da parte della Siria, significa riconoscimento pieno ed effettivo di frontiere e indipendenza del Libano.
July 02

auguri

INGRID BETANCOURT dopo SEI ANNI è LIBERA

La Betancourt, di origini francesi, già candidata alle presidenziali colombiane, era stata sequestrata e poi trattenuta in qualche rifugio segreto nella foresta. Secondo molti il suo sequestro era stato dettato dalle campagne da lei condotte, da senatrice, contro la corruzione e il narcotraffico. Prima di essere rapita la donna, da tempo attiva in politica, aveva pubblicato un'autobiografia dal titolo «Forse mi uccideranno domani», in cui venivano denunciati per nome e cognome molti dei politici corrotti della Colombia.

 

 

con la testa e con i piedi

BALLEREMO SUL MONDO
July 01

no reclàm

Apro la posta alle nove del mattino. Le poste mi scrivono che ho vinto diecimila euro. Stepstone agent, dice di avermi trovato ben 17 impieghi lavorativi. Ieri erano 25.. chissà perchè oggi il mercato del lavoro mi vuole di meno. Vistaprint mi propone una serie di sconti vantaggiosissimi potrebbero portarmi a casa una tipografia intera, tutto gratis, pur di farmi ordinare dei biglietti da visita di cui pagare l'iva. Nel riquadro dell'e-mail c'è una fastidiosissima musichetta che ti invita a guardare guardare e riguardare che il prestito di 2.000 euro oggi per te è troppo vantaggioso e non puoi rifiutare. La pubblcità massacra. è sempre più vero, e anzi me ne accorgo solo oggi nel mondo di internet. Distrae, propone e muove non modelli, ma il modello dove il denaro diventa il punto, lo snodo tra la realtà e il sogno, dove il denaro è ancora una volta l'unico sfogo che si possa avere in un'esistenza terrena, che delude. altro che canale sociale, qui siamo proprio sul commerciale.
June 28

dicono che funziona!



PREGHIERA DEL BUONUMORE

di San THOMAS MORE

 

Signore, donami una buona digestione

e anche qualcosa da digerire.

Donami la salute del corpo

e il buon umore necessario per mantenerla.

Donami, Signore, un'anima semplice

che sappia far tesoro di tutto cio' che e' buono e puro

e non si spaventi alla vista del male

ma piuttosto trovi sempre il modo

di rimetter a posto le cose.

Dammi un'anima che non conosca la noia,

i brontolamenti, i sospiri, i lamenti

e non permettere

che mi crucci eccessivamente

per quella cosa troppo ingombrante

che si chiama "io".

Dammi, Signore, il senso del buon umore

concedimi la grazia

di comprendere uno scherzo

per scoprire nella vita un po' di gioia

e farne parte anche gli altri. Amen.

June 26

ESPERIENZE

 
Ciascun confusamente un bene apprende
nel qual si queti l'animo, e disira;
per che di giugner lui ciascun contende."

Dante, Purgatorio XVII, 126-129

June 22

perfino i capelli...

 
 
La storia della Signora Maria è segnata dalla provvidenza. Maria vive a Verona, ha un marito in coma vegetativo da quattro anni, e un figlio, adottivo, molto malato. Eppure è una storia di provvidenza. Maria ogni mattina va a trovare suo marito, gli porta i vestiti puliti e passa con lui del tempo. A volte lo fa anche il pomeriggio, nonostante la benzina per arrivare all'ospedale costi, nonostante abbia dovuto ricominciare a lavorare, anche se in pensione, per pagare la retta dell'ospedale di suo marito. Eppure ha un viso sereno perchè-racconta- quando i soldi sono mancati, in qualche modo, sono arrivati, anche senza averli chiesti; quando la malattia è venuta in casa mia, l'abbiamo accolta come un segno del Signore, sempre e comunque una condizione da accettare, e anzi,è una situazione privilegiata perchè si scoprono tutte le sfaccettature dell'amore, si sperimenta l'amore. Maria è contenta quando qualcuno parla anche di loro, dei "morti" che vogliono vivere, di quegli anti-welby, (con tutto il rispetto epr i pro-welby) che seppure nella fatica, sperimentano una condizione nuova dell'esistenza che non è morte, ma vita. La provvidenza, si capisce dalla storia di Maria è gratuità. La provvidenza è conoscenza.
 
"Non abbiate paura degli uomini,
poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto.
Due passeri non si vendono forse per un soldo?
Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro.
Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!...."
June 21

Tarkosvskyj il ritorno.

Tu lo sai bene: non ti riesce qualcosa, sei stanco e non ce la fai più.
E d'un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno - uno sguardo umano -
ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto.
E tutto diventa improvvisamente più semplice.
June 17

Ritorni

Il ritorno dalla Bosnia non è dei piu facili. Per una serie di motivi. Il primo è stato tecnico logistico: non c'era un aereo.Il secondo sentimental-pratico: il trauma del cambio,quando la realtà ricade davanti. Sono stati però giorni belli, bellissimi quelli a Sarajevo, immersi nelle relazioni internazionali, nella realtà di un popolo diviso, ma ancora speranzoso. Sono stati giorni di allegria, di approfondimento, di conoscenza e riconoscenza. Sono stati un pezzo di vita che con dinamiche e contraddizioni resterà scritto nella storia. Il primo di tanti passi.  
June 03

tipico

Eccomi qui a scrivere una pagina di blog. La tipica pagina di blog, come una margherita a napoli, una gondola a venezia e un colosseo a Roma. Con l'amarezza dentro al cuore di chi, seppur a fatica cerca l'orizzonte tra le valli, in salita e in discesa, ma poi non le trova, e anzi, si ferma.
Penso proprio di esseremi fermata qui, e non ho molta voglia di andare avanti.
Lo studio tentenna, il lavoro anche, il cuore batte troppo forte, la luna è storta e la strada è ancora lunga...
mi incammino solo perchè so che ne vale ancora la pena.
June 02

DIVINA.. LA COMMEDIA

“…considerate la vostra semenza, nati non foste per viver come bruti,
ma per seguire virtude e conoscenza”
 
Dante
 
 

andiamo avanti.

monarchiaorepubblicadonna

2 giugno: festa della Repubblica

(per quei due italiani su tre che ancora non l'avessero capito!)

May 30

Lettera di un amico...

 
 
...A te come va? Ieri credevo di vederti all'Assemblea. E' stata molto
edificante, l'ha tenuta un certo Paolo, ma io era la prima volta che lo
vedevo. Alcune risposte sembravano fatte a pennello per domande che avrei
potuto fare anche io.

Paolo ci ha spiegato che il modo di affrontare il mondo che dobbiamo
imparare è quello in cui non ci si sta a fare mille problemi sul passato, su
quello che abbiamo o non abbiamo fatto, su come lo abbiamo fatto o sul
perché l'abbiamo fatto. Dobbiamo invece affrontare con serietà il presente,
essere davvero noi stessi, liberi dalle convenienze, dalle pressioni, dalle
aspettative, con quello che stiamo facendo ora, in questo momento. Se ci
comportiamo così, le scelte giuste, quelle che ci avvicinano al destino, ci
sembreranno le più scontate possibili, così come ci sembra normale la
mattina vestirci prima di uscire. Non esiste infatti un manuale su come
riconoscere le scelte sbagliate e quelle giuste, ci ha detto, ma
comportandoci moralmente (nel senso di affrontare la realtà con serietà) non
troveremo difficoltà a percorrere la nostra strada.

Mi voglio fidare. Anche io ho mille problemi con le scelte che non so come
prendere, nonostante si avvicini sempre di più il momento in cui sarò
costretto a prenderle. E ho una gran paura che prendendo quelle sbagliate
finisca per girare su me stesso, o peggio allontanarmi dalla strada che
porta al mio di destino. Fino ad ora mi sono affannato, ora proverò a stare
alla realtà così come ci consiglia il don Gius. a partire dallo studio, dal rapporto con gli amici e dalle proposte
Vediamo se la speranza non delude...
 

Maria Giulia

Occupation
SCRIVIMI! marygiu23@libero.it
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